“Labyrinthos I”

Progetto fotografico sull’idea del labirinto. Labirinto inteso come passaggio. Passaggio attraverso un luogo dove prevalgono le ansie, le paure dello sconosciuto. Labirinto al quale si accede attraverso una soglia, soglia che è chiaramente il limite tra il nostro mondo reale ed un mondo a noi sconosciuto. Soglia già di per se poco nitida, poco invitante, sinonimo di un percorso difficile, con l’insidia dell’illusione. Il miraggio di aver trovato la via d’uscita giusta ed un attimo dopo la ricaduta nella paura e nello sconforto per l’illusione, per poi tornare di nuovo ad intravvedere una nuova possibilità, sperare, e subito il labirinto si rivela tale, invalicabile, infinito come se si fosse su una delle interminabili scale di Escher. Ma in questo labirinto, letto come un passaggio, continuando il percorso, si intravvede una nuova possibilità che diviene mano mano sempre più nitida, e qui torna la speranza, si avanza sempre più velocemente, coscienti di aver trovato finalmente la giusta via.

Photographic project on the idea of the labyrinth. Labyrinth as passage. Passage through a place where anxieties and fears of the unknown prevail. Labyrinth you access through a gate, gate that clearly is the limit between our real world and a world unknown to us. Gate that is already not very clear itself, not very inviting, synonym of a tough path, with the peril of illusion. The illusion of having found the right way out and one second later the fall back into the fear and into the despair for the illusion, just to then catch a glimpse of a new possibility again, to hope, and immediately the labyrinth reveals itself as such, impassable, infinite as if we were climbing one of Escher’s endless stairs. But in this labyrinth, seen as a passage, continuing on the path, we glimpse a new possibility that becomes more and more clear, and here comes back the hope, we proceed faster and faster, conscious to finally have found the right way.