“Aliens”

Negli ultimi due anni ho iniziato ad affrontare un percorso autoriale indirizzato su progetti in opera unica.

Ho iniziato ad utilizzare tecniche diverse che rendono l’opera unica in quanto nella realizzazione, una parte del risultato è dettato dalla casualità del procedimento.

Tutto il mio percorso professionale fotografico storicamente è stato improntato sull’idea del limite. Limite tra il reale e l’irreale, tra il conosciuto e lo sconosciuto, o se si preferisce tra la vita e la morte.

Negli ultimi progetti che ho sviluppato cerco di esprimere quello che nella mia fantasia c’è “oltre”.

In questo progetto, Aliens, l’oltre è quello che non conosciamo, è uno o più mondi alieni dei quali istintivamente abbiamo paura. Queste presenze informi, sospese, fluttuanti, sono nella mia fantasia quello che potrebbero essere alieni che popolano quell’oltre a noi sconosciuto.


In the last two years I have started to face a path as an author based on unique work projects.

I started using different techniques that make the work unique in that in the realization, a part

of the result is dictated by the randomness of the procedure.

My entire photographic career has historically been based on the idea of limit. Limit between the real and the unreal, between the known and the unknown, or if you prefer between life and death.

In the latest projects I developed I tried to express what in my imagination lies “beyond”.

In this project, Aliens, the beyond is what we do not know, it is one or more alien worlds of which we are instinctively afraid. These shapeless, suspended, fluctuating presences are in my fantasy things which could be aliens populating that beyond unknown to us.